Chi è Babbo Natale
Babbo Natale è anche conosciuto come San Nicola, Babbo Natale, Kris Kringle o semplicemente vecchio Santa: questi sono solo alcuni dei nomi per lo spirito di San Nicola che, secondo la cultura occidentale, porta i regali alla vigilia di Natale (24 dicembre) o nel giorno della sua festa (6 dicembre).
Storicamente, l’originale
Santa Claus era un cristiano di nome Nicola, nato nei primi anni del IV secolo in una cittadina del sud-est della Turchia chiamata Licia. Per mettere alla prova la sua devozione straordinaria, cominciò a digiunare due volte alla settimana sin da quando era un bambino molto piccolo; quando entrambi i suoi genitori morirono entrò in un seminario al fine di dedicare l’intera vita ad adorare Cristo.
A Nicola (Babbo Natale) sono attribuiti molti miracoli ma il primo è avvenuto durante un viaggio in Terra Santa. La barca su cui stava navigando fu investita da una tempesta in mare; quando Nicola tese le braccia, le acque turbolente si acquietarono. A causa di questo primo miracolo San Nicola divenne il santo patrono dei marinai.
Nicola venne nominato vescovo di Myra in Asia Minore. La straordinaria capacità di fare proseliti e la generosità altruistica verso i poveri ei bisognosi fecero infuriare i romani durante le persecuzioni dei cristiani e del cristianesimo; sotto gli ordini del tirannico imperatore romano Gaio Diocleziano, Nicola fu imprigionato. Fortunatamente per lui però, questo despota abdicò a favore di Costantino il quale liberò il vescovo di Myra. Negli ultimi anni della sua vita, Costantino si convertì al cristianesimo e quando riunì il primo Concilio della Chiesa a Nicea nel 325, Nicola venne invitato come membro di spicco. Anche se non esiste nessuna prova concreta, si ritiene che Nicola sia morto il 6 dicembre 342. Divenne subito il santo patrono di Russia, Grecia e Sicilia.
Due furono le caratteristiche cardinali della vita di San Nicola che si sono rivelate essere i fattori decisivi nel suo trasformarsi in Babbo Natale. La prima caratteristica fu la gentilezza straordinaria unita ad una generosità leggendaria; la seconda fu l’ amore per i bambini che lo ha inoltre trasformato nel santo patrono dei bambini.
Per secoli, si credette che San Nicola facesse il suo giro indossando il vestito da vescovo rosso e bianco la lunga barba bianca e che distribuisse doni di caramelle e zucchero ai bambini trainando al seguito un indolente asino. Durante la Riforma protestante del XVI secolo, tuttavia, molti europei sostituirono San Nicola con figure più laiche come Babbo Natale in Gran Bretagna e papà Noel in Francia. Gli olandesi riuscirono a mantenere in vita San Nicola, però, e lo portarono con loro verso il Nuovo Mondo dove fu chiamato Sint Nikolass e poi Sinterklass. Quando gli inglesi presero New Amsterdam nel XVII secolo, Sinterklass fu anglicizzato in Santa Claus, ovvero Babbo Natale.
La maggior parte di ciò che noi attribuiamo oggi a Babbo Natale nasce in America e il merito va a Clement Clarke Moore, professore di teologia a New York che compose ”Notte prima di Natale” nel 1822 come storia da leggere ai propri figli. La poesia rapidamente guadagnò popolarità in tutto il Nuovo Mondo, dopo che un amico del dottor Moore la presentò in modo anonimo ad una nota rivista dell’epoca. Il dottor Moore era molto imbarazzato e non ammise la paternità della “frivola” poesia per bambini fino al 1838, quando quasi ogni bambino in America avrebbe potuto recitarla a memoria.
Mentre l’originale San Nicola era esile ed alto, il Santa Claus americano assunse il caratteristico aspetto roseo e paffuto grazie all’opera di Thomas Nast, fumettista molto apprezzato nell’ America del XIX secolo. Nast lavorò per Harper’s Weekly fra il 1863 e il 1886 e creò una lunga serie di disegni di Natale che raffiguravano un drastico cambiamento della figura di Babbo Natale: da quella di folletto grassoccio e tarchiato, acquisita attraverso l’immortale poesia del Dottor Moore, la sua fisionomia si evolse in quella di uomo panciuto, dotato di una folta barba bianca , di campanella tintillante e di sacco pieno di doni da distribuire: questa è l’iconografia familiare a tutti oggi in America e nel resto del mondo. I disegni di Natale di Nast raffiguravano inoltre anche la vita di Babbo Natale durante l’intero anno, la progettazione dei giocattoli, il controllo sul comportamento dei bambini e la lettura delle loro lettere. Le raffigurazioni di Nast divennero parte integrante della tradizione di Babbo Natale.

